Convenzioni e Assicurazioni Odontoiatriche

Hai una assicurazione sanitaria che copre le tue spese odontoiatriche? Cerchi un dentista convenzionato con la tua assicurazione? Qualora questa assicurazione sia di tipo INDIRETTO, ossia permetta di scegliere liberamente il professionista da cui farsi trattare, ti invitiamo a farcelo sapere!

In questo caso il nostro staff è a totale disposizione per supportarti nella compilazione delle modulistiche dedicate al rimborso delle spese dentarie, che a volte richiedono procedure un po' complesse.

Ecco alcune delle assicurazioni dentarie che supportiamo:

  • FASI e FASI OPEN - Indiretta
  • ASSILT (Telecom) - Indiretta
  • FISDE (Enel) - Indiretta
  • FASCHIM - Indiretta
  • FASDAC - Indiretta
  • Previmedical - Indiriretta
  • Unisalute - Indiretta

Come detrarre le spese dentarie e cure odontoiatriche

Oltre alle assicurazioni, che aiutano a ridurre l’incidenza della spesa, ci teniamo a sottolineare che è possibile portare in detrazione le cure dentarie dalla dichiarazione dei redditi.

Qui sotto riportiamo alcune istruzioni utili a questo scopo.

La detrazione è pari al 19% meno la franchigia. Un esempio pratico? 1000 euro di spesa sostenuta – 129,11 euro di franchigia = 870,89 euro x 19% = 165,47 di detrazione.

Ogni anno al momento della dichiarazione dei redditi è necessario recuperare tutta la documentazione sulle spese sanitarie sostenute nell’anno precedente e rientrano in questo gruppo le spese per cure odontoiatriche.

In particolare è necessario recuperare:

  • le fatture delle visite e prestazioni specialistiche, che devono avere una marca da bollo da 2 euro se di importo superiore ai 77 euro;
  • le ricevute dei ticket pagati;
  • gli scontrini della farmacia che riportano il codice fiscale del contribuente, detti “scontrini parlanti”.

Questi documenti saranno legati alle Spese Mediche Detraibili, in particolare è possibile detrarre le seguenti spese, che siano state sostenute sia nell'ambito di prestazioni private sia del Servizio sanitario nazionale (ticket):

  • prestazioni chirurgiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • prestazioni specialistiche;
  • prestazioni odontoiatriche;
  • acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica);
  • ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze. In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e di assistenza, ma solo per le spese mediche che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’Istituto;
  • acquisto di medicinali, conservando lo scontrino “parlante” con codice fiscale e la prescrizione del professionista;
  • spese relative all’acquisto o all’affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna) purché dallo scontrino o dalla fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE;
  • spese relative al trapianto di organi;
  • importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

È possibile fruire della detrazione d’imposta del 19% anche per le spese di assistenza specifica sostenute per:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per es. fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Non sono detraibili le spese sanitarie sostenute per danni arrecati da terzi (es. a seguito di un'incidente stradale) già risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto (es. assicurazione). Diverso è il discorso per i rimborsi di spese mediche per polizze sanitarie pagate dallo stesso contribuente: in questo caso i costi sostenuti possono comunque essere portati in detrazione.

Inoltre non sarà possibile detrarre i prodotti della parafarmacia e gli integratori, anche se supportati da prescrizione medica.

Per calcolare quindi praticamente la detrazione procedere come segue:

  • Sommare tutte le spese sostenute
  • Sottrarre la franchigia di 129,11 euro
  • Calcolare il 19% sull’importo residuo.
  • Le spese indicate e supportate dalla documentazione relativa possono essere detratti dalla quota IRPEF inserendoli nel Quadro E del modello 730.

Le spese sanitarie saranno quindi legate ad una detrazione dell’imposta per una percentuale pari al 19% del loro importo globale. Bisogna però ricordare che esiste una franchigia pari a 129,11 euro.

Se le spese sostenute nell'anno non superano l'importo della franchigia non si ha diritto alla detrazione.

Se le spese sanitarie hanno superato nell'anno il limite di 15.493,71 euro (calcolato senza togliere la franchigia) è possibile ripartire la detrazione spettante in 4 quote annuali di importo uguale. La ripartizione è necessaria se non c'è "capienza fiscale", cioè se l'Irpef da pagare nell'anno è inferiore alla detrazione a cui si ha diritto.

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