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Quando il dente devitalizzato fa male, ecco cosa bisogna fare

In che cosa consiste la devitalizzazione di un dente?

La devitalizzazione è un intervento non chirurgico che ha lo scopo di salvare un dente, la cui polpa è stata gravemente compromessa da traumi o da profonde carie, per evitarne l'estrazione e ridurre i dolori e disagi derivanti ad esempio dalla pulpite.

Tale intervento comprende una serie di trattamenti che devono essere eseguiti a livello della camera pulpare e radici dentali, dove sono contenuti sia le fibre nervose che i vasi sanguigni.

Viene realizzato in quattro fasi successive:

  • rimozione della polpa ammalata;
  • disinfezione dei canali e loro preparazione per una chiusura adeguata (alesatura)
  • sostituzione della polpa e sigillatura dei canali con cemento e materiale biocompatibile, solitamente guttaperca;
  • ricostruzione del dente con eventuale rinforzo con perno in fibra

Dopo una preventiva radiografia, si procede all'anestesia locale prima di forare la corona dentale che apre un accesso verso la polpa; dopo che questa è stata rimossa viene eseguita una scrupolosa disinfezione del canale radicolare con ipoclorito di sodio ed altri prodotti e successivo riempimento con una resina sterile ed inerte (guttaperca), unita a cemento specifico per canali. Il dente viene poi sigillato mediante un'otturazione temporanea per impedire l'eventuale ingresso di batteri nel dente.

Dopo la devitalizzazione il paziente può avvertire una sensazione dolorosa di varia intensità, talvolta associata a gonfiore della gengiva; si tratta di una reazione alle metodiche invasive utilizzate ed anche alle sostanze ed ai liquidi immessi nei canali radicolari a scopo terapeutico e sigillante.

In tal caso il dentista può prescrivere dei farmaci analgesici, generalmente antinfiammatori di tipo FANS, oppure, nei casi più gravi, degli antidolorifici contenenti altri principi attivi. Nella seduta successiva o a volte nella stessa si procede anche alla ricostruzione del dente stesso, che poi in futuro in molti casi andrà protetto con una corona in ceramica per prevenirne la frattura.

Ritrattamento di un dente devitalizzato

  • In alcuni casi un dente devitalizzato può continuare ad essere dolente anche dopo molto tempo, le cause della persistenza di una sintomatologia dolorosa possono essere le seguenti:
    detersione incompleta del canale radicolare, spesso determinata dalle loro dimensioni minime oppure dalla forma curva che impedisce l'accesso degli strumenti idonei; può anche succedere che, se eseguita da personale non competente, questa operazione lasci particelle di materiale "in loco", causando l'insorgenza di infezioni dolorose;
  • Trauma radicolare prodotto da un'incrinatura dell'otturazione a livello dell'apice della radice, oppure da una decementazione di un perno radicolare o anche dalla perdita di un'otturazione provvisoria.
  • Non ritrovamento e pulizia di uno dei canali, classico caso del primo molare superiore, motivo per cui si usa spesso il microscopio operatorio per rilevare correttamente tutti i canali. In questi casi è consigliabile ricorrere al ritrattamento.

Il ritrattamento è un'operazione che avviene a livello degli spazi canalari, che hanno dimensioni ridottissime; pertanto è indispensabile che l'operatore possieda adeguate competenze e strumenti all’avanguardia come microscopio ad esempio.

In caso di ritrattamento il dente viene riaperto, i canali radicolari nuovamente puliti e riotturati; può verificarsi anche la possibilità di un'incisione gengivale per poter esporre l'apice del dente (apicectomia).
Al termine di questo ritrattamento può insorgere dolore post-operatorio che deve essere trattato mediante un'efficace terapia antalgica.

La percentuale di successo è del 60/70%. L'alternativa al ritrattamento è l'estrazione dentale, con tutte le conseguenze che comporta la perdita di un dente per l'assetto dell'intero cavo orale; il dente può comunque venire rimpiazzato con l'impianto di un ponte ancorato a quelli contigui, oppure con un'apicectomia con otturazione retrograda. In entrambi i casi è sempre preferibile optare per il ritrattamento, più efficace e veloce.

Anche se il costo del ritrattamento è piuttosto elevato a causa della complessità dell'intervento, rimane preferibile rispetto alle altre metodiche in quanto comunque punta alla preservazione del dente stesso.

L'approccio con il problema della paura

Uno degli aspetti che condizionano maggiormente l'approccio tra paziente e dentista è quello della paura, causa principale per cui le terapie ortodontiche vengono spesso rimandate.
Grazie ad un'innovativa filosofia di approccio alle terapie dentistiche è ora possibile dimenticare la paura attraverso un approccio comportamentale finalizzato a desensibilizzare progressivamente il paziente.
L'impiego di trattamenti poco invasivi e la presenza in studio di specialisti in sedazione farmacologica mediante protossido d'azoto, permettono al paziente un approccio a "paura zero".

Se hai bisogno di un controllo o in caso l’articolo non sia stato esaustivo sul tema, il nostro staff è a disposizione.

 

Quando il dente devitalizzato fa male, ecco cosa bisogna fare

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