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Rimedi Naturali per la Parodontite

Rimedi Naturali per la Parodontite

Rimedi Naturali per la Parodontite

Il percorso parte da un’accurata diagnosi che va ad analizzare i protagonisti dell’infezione ossia i batteri ed il sistema immunitario, grazie ad esami di biologia molecolare rapidi ed indolore. Una volta analizzato in profondità il problema viene impostata una terapia personalizzata che si svolge su più fronti che lavorano in sinergia:

•      Terapia Professionale Non Chirurgica, eseguita spesso senza anestesia:

o  Rimozione del tartaro grazie al microscopio operatorio, che ne permette una completa eliminazione;

o  Utilizzo del LASER che decontamina in profondità l’intera bocca eliminando i batteri causa del problema;

o  Per maggiori informazioni sul trattamento parodontale “biologicamente guidato” clicca qui..

•      Modulazione Omeopatica del Sistema Immunitario:

o  Processo di basificazione del corpo che si è acidificato a causa dell’infezione/infiammazione;

o  Drenaggio degli emuntori per migliorare l’eliminazione degli scarti dell’infiammazione;

o  Innovativa modulazione delle interleuchine (molecole dell’infiammazione) che viene personalizzata e dosata in base alle reali necessità verificate con il test genetico del sistema immunitario.

•      Terapia Omotossicologica:

o  Iniezioni di un cocktail di molecole omotossicologiche nelle zone più colpite della bocca per migliorare la loro guarigione (Arnica Compositum, Parodontium Compositum ed Echinacea)

•      Terapia Domiciliare:

o  Utilizzo di Dentifrici e Collutori a base naturale.

o  Integrazione di vitamine, oligoelementi e antiossidanti.

•      Verifica Oggettiva della Guarigione:

o  Al termine della terapia viene eseguita una nuova analisi batterica per verificare l’avvenuta eliminazione dei batteri causa del problema. Solo con questo metodo è possibile controllare “oggettivamente” la guarigione dalla parodontite;

o  Dopo 6-12 mesi si rieseguono le valutazioni radiologiche e cliniche (misura delle tasche) per verificare la chiusura delle tasche e l’eventuale ricrescita dell’osso.

Approfondimento: Parodontite: Farmaci Convenzionali e Rimedi Naturali.

NB: Le indicazioni fornite in questa sezione sono di carattere generale e soprattutto i prodotti sono solo COADIUVANTI, non sostititutivi, al trattamento parodontale. Per indicazioni e prescrizioni più precise, rivolgersi al medico curante o al proprio omeopata.

L’infezione parodontale o piorrea è una patologia molto frequente che colpisce i tessuti di supporto del dente che può portare, se non correttamente trattata, alla perdita degli elementi dentari stessi. In sintesi l’infezione è causata da una moltitudine di batteri che se non controllati da manovre d’igiene orale domiciliare e professionale corrette, possono penetrare nello spazio tra il dente e la gengiva e scatenare l’infiammazione. Il sistema immunitario ha il compito di tenere sotto controllo l’attacco batterico ma se i batteri sono troppi o troppo patogeni oppure se la risposta immunitaria è alterata per questioni genetiche o di stress psico-fisico, i batteri prendono il sopravvento e inizia un processo di riassorbimento osseo cronico ad andamento più o meno aggressivo.

La terapia dell’infezione parodontale è principalmente meccanica, basata sulla rimozione del tartaro sopra e sotto gengivale in cui si annidano i batteri parodonto patogeni nonché, nelle strutture Microdent, laser assistita.

Nonostante questo approccio sia fondamentale per garantire la guarigione, vengono spesso utilizzati dei farmaci che aiutano da una parte a ridurre la carica batterica e dall’altra a modulare la risposta infiammatoria, ossia aiutare il sistema immunitario a rispondere in maniera corretta e migliore all’attacco infettivo.

I farmaci convenzionali più utilizzati in ambito parodontale sono senz’altro i principi antibatterici/antisettici contenuti in collutori e dentifrici, come ad esempio la clorexidina, molto utile ed utilizzata principalmente nei collutori per la sua azione antiplacca ed antigengivite. Vengono anche utilizzati largamente antibiotici e formulazioni varie da inserire nelle tasche parodontali, sebbene questi presidi non sia molto efficaci in quanto la loro permanenza nella tasca è limitata dalla produzione naturale di fluido crevicolare, capace di dissolvere il principio attivo in pochi minuti.

L’utilizzo invece di antibiotici per via sistemica come l’amoxicillina o il metronidazolo è utile solo come coadiuvante alla terapia meccanica, in quanto i batteri implicati nella parodontite sono troppi per essere sconfitti da uno o più antibiotici. Inoltre questi si vanno a nascondere in zone difficilmente raggiungibili. Il metronidazolo inoltre può dare atto a numerosi e fastidiosi effetti collaterali. Questa combinazione risulta comunque la più efficace in presenza di particolari batteri, i più aggressivi, come l’Aggregatibacter Actinomycetemcomitans o il Porphyromonas Gingivalis, che è possibile individuare grazie al nostro test microbiologico.

A livello di modulazione della risposta infiammatoria è ormai comune l’utilizzo di doxicicline a basso dosaggio, che sono degli antibiotici usati però con dosi sub-antimicrobiche, ossia così basse da non agire come antibiotici. Funzionano bensì come inibitori delle collagenasi, molecole del sistema immunitario implicate nel riassorbimento dei tessuti parodontali. Altro approccio farmacologico approvato dalla letteratura è l’utilizzo di aspirina a basse dosi (81mg) e integratori di Omega 3 associati. Ciò permette la creazione di una categoria di molecole, definiti prosolvine, che permettono di mediare positivamente la risoluzione dell’infiammazione, ossia di aiutare a stoppare il riassorbimento osseo.

Oltre all’approccio cosiddetto convenzionale sta riportando sempre più successo l’utilizzo di rimedi omeopatici e fitoterapici che permettono di affiancare ed in alcuni casi sostituire i farmaci tradizionali. Inoltre vengono sempre più analizzati alcuni approcci micro nutrizionali che possono coadiuvare la terapia parodontale.

In Microdent negli studi dentistico di Bologna e Bari, per venire incontro a sempre più pazienti che hanno adottato un regime omeopatico e per completare la gamma di prestazioni minimamente invasive anche dal punto di vista farmacologico, è stato messo a punto un trattamento omeopatico ed omotossicologico coaudivante alla terapia parodontale laser assistita, che permette di ottimizzarne i risultati in maniera più naturale.

In particolare viene data cura alla preparazione del corpo, andando innanzitutto a lavorare sulla basificazione del pH, che in un corpo con un’infiammazione è solitamente acidificato. Successivamente, utilizzando le informazioni che derivano dall’esito del test genetico di predisposizione alla parodontite, vengono date al paziente delle diluizioni omeopatiche “funzionanti” delle molecole del sistema immunitario che ha alterate e quindi “non funzionanti”. Ciò permette di modulare in maniera molto biologica e naturale il sistema immunitario. Viene quindi eseguito il drenaggio degli emuntori per migliorare l’eliminazione di tossine e prodotti di scarto.

Ultimo passaggio è l’esecuzione di un ciclo di iniezioni omotossicologiche vicino ai denti più compromessi con un mix di rimedi ad-hoc per l’infezione parodontale, che aiuta a migliorare la guarigione dell’infiammazione, la chiusura delle tasche e la ricrescita dell’osso.

E’ possibile dividere innanzitutto i rimedi naturali in principi attivi utilizzati come coadiuvanti antibatterici e in sostanze utilizzate invece per modulare la risposta infiammatoria.

In base invece alla loro natura i rimedi possono essere divisi invece in oli essenziali, principi nutrizionali, piante, oligoelementi, erbe, gemmo derivati, fiori di Bach.

La fitoterapia si basa sull’utilizzo di erbe e piante cosiddette medicinali.

I principi particolarmente utili in ambito parodontale sono l’Arnica Montana, la Ratania, la Graviola e l’Aloe Vera.

L’Arnica Montana è un’erba della famiglia delle Asteraceae. Svolge un’azione stimolante per la circolazione e viene sfruttata di solito per le sue proprietà analgesiche ed antiflogistiche.

In caso di parodontite può essere assunta o in dose unica e quindi con azione sistemica oppure essere utilizzata per effettuare sciacqui e/o gargarismi con gocce di tintura madre. E’ molto utile da utilizzare anche prima e dopo le estrazioni o chirurgie dentarie, aiutando a velocizzare la guarigione e ridurre gonfiore e dolore.

A livello chimico le sue proprietà sono dovute alla presenza di lattoni sesquiterpenici, che possono ridurre la liberazione di molecole citotossiche e flogogene da parte dei polimorfo nucleati.

La Ratania è una pianta poco nota del genere Krameria. Col termine “ratania” si intende anche un preparato erboristico dato dall’unione di tre specie di Krameria.

La radice di questa pianta veniva utilizzata già dagli indios per la cure e l’igiene della bocca ed è particolarmente indicata in caso di piorrea per le sue proprietà astringenti, antinfiammatorie e battericide, dovute probabilmente ai tannini e acidi tanninici di cui è ricca la radice.

La ratania si può trovare già all’interno di dentifrici e collutori oppure è possibile eseguire sciacqui con il filtrato del decotto della radice.

Altra pianta molto utile è la Graviola, ossia la specie botanica Annona muricata. E’ una pianta originaria del sud-america e viene apprezzata in Brasile per il suo aroma e sapore unico.

Nonostante venga studiata perlopiù per i presunti effetti antitumorali dovuti ai composti di acetogenina, può essere assunta in caso di parodontite sfruttando le proprietà antibatteriche ed astringenti.

Altre piante utilizzabili a fini parodontali sono la Malva, la Salvia, il Tarassaco, la Calendula ed i Propoli. Per quanto riguarda le erbe sono da citare invece la Rudbeckia, l’Iris Versicolor, i Chiodi di garofano e la Fitolacca.

L'Aloe vera (sin. Aloe Barbadensis Miller) è una pianta succulenta della famiglia delle Aloeacee che predilige i climi caldi e secchi. I principi attivi dell'aloe sono costituiti da antrachinoni catartici, conosciuti come veri sterminatori di malattie, hanno lo stesso effetto degli antibiotici ma con meno effetti tossici. Le sostanze che compongono l'aloe sono moltissime, ecco le più importanti: acido cinnamico, utilissimo come germicida, barbalonia, resistanolo, olio di etere, aloina e calcio. La composizione completa del gel di aloe e le sue proprietà non sono ancora state chiarite ma sono sicuri i suoi effetti benefici sull'organismo umano. L’Aloe è conosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, riepitelizzanti nonché antiedemigene. Risulta essere inoltre un ottimo antiossidante. Si trova solitamente in preparati con cui eseguire degli sciacqui.

Gli oligoelementi sono i catalizzatori delle funzioni biologiche dell'organismo e sono presenti in quantità infinitesimali in tutti gli organismi viventi, nelle piante, negli animali, nell'uomo. Si impiegano in dosi infinitesimali e la dose giornaliera varia da qualche milligrammo a milionesimo di grammo. Sono dei "BIOCATALIZZATORI", ovvero aiutano, attivano, le reazioni chimiche e metaboliche indispensabili alla vita. La loro carenza induce alterazioni strutturali e fisiologiche e somministrati a giuste dosi prevengono e guariscono gli stati di carenza., e il loro impiego aiuta a ripristinare le funzioni deficitarie dell'organismo. Lo scopo dell'oligoterapia è quello di ristabilire le funzioni metaboliche bloccate, attraverso la somministrazione di attivatori di pronto impiego e di elevata bio-disponibilità. L'azione è regolatrice ed equilibratrice e si adatta e si applica all'insieme del caso clinico nei suoi elementi psichici e fisiologici.

L'oligoterapia riconosce come tendenze patologiche, dette Diatesi Funzionali , tre terreni che vengono definiti con il nome o le loro associazioni in Manganese-Cobalto, in Manganese-Rame, in Oro-Argento-Rame. Quest’ultima combinazione è molto utile in presenza di patologie infettive ed infiammatorie come la parodontite.

Altri elementi utili possono essere la combinazione Calcarea Carbonica, uno dei principali rimedi omeopatici per chi soffre di malattie a ossa, articolazioni e problemi ai denti, e la Silicea. Quest’ultima è un elemento essenziale dei tessuti connettivi dell’organismo: l’acido silicico partecipa all’assimilazione del calcio dal cibo, stimola la formazione di collagene ed attiva la funzione dei fagociti, fondamentali nella difesa dalle infezioni.

Nell’ambito della ricerca degli approcci micro nutrizionali, nel 2011 è stata pubblicata una importante revisione della letteratura che riporta numerose indicazioni utili sulla base delle ricerche più recenti.

Riguardo all’assunzione delle vitamine, viene indicata una dose giornaliera di 200mg di vitamina C, assumibile preferibilmente con frutta e verdura fresca, in particolare i kiwi.

La vitamina D ed il calcio sono fondamentali per la salute dello scheletro e quindi anche in ambito parodontale. Una ridotta assunzione, che può essere dovuta anche ad una alterazione genetica del recettore VDR della vitamina D (questa alterazione viene valutata all’interno del test genetico per la parodontite) può condurre ad un aumentato rischio di parodontite e causare problematiche ossee come l’osteoporosi. La raccomandazione giornaliera è di 400-500 IU di vitamina D per adulti con meno di 50anni, mentre 800-1000IU per i più anziani. La valutazione genetica precoce dell’alterazione del recettore VDR della vitamina D (eseguita nelle analisi genetiche Microdent) è senz’altro utile e necessaria per attuare manovre preventive come l’assunzione di integratori specifici.

Il Coenzima Q10 è stato scoperto nel 1957 e studi clinici hanno mostrato che era la chiave nella prevenzione e nel trattamento di patologie cardiache e della bocca, come la gengivite e la parodontite. Il coenzima Q10 agisce all’interno delle cellule convertendo i lipidi, le proteine e i glucidi in energia pura. Troviamo questa sostanza in vari tipi di alimenti, e anche nell’organismo, solamente che il fegato umano è in grado di sintetizzarlo in quantità limitate. Eppure, con l’età, il livello intracellulare di coenzima Q10 si riduce, il che in alcuni casi provoca un deficit misurabile di questa sostanza. Vari studi clinici ci mostrano l’importante ruolo ricoperto dal coenzima Q10 nella difesa contro la gengivite. Sembra infatti che il coenzima Q10 alimenti il sistema immunitario e stimoli la sua capacità di trattare l’infezione;grazie alla sua attività antiossidante, combatte la formazione di radicali liberi che danneggiano i tessuti e che sono liberati durante la decomposizione batterica dei residui di cibo. Inoltre sostiene i batteri benigni presenti in una microflora orale sana e aiuta a costruire un nuovo tessuto sano.

Ulteriori indicazioni sono l’assunzione di corretti quantitativi di magnesio ed antiossidanti come le vitamine del gruppo B, i bioflavonoidi, gli acidi grassi polinsaturi omega3 ed il tè verde. In ultimo si consiglia l’assunzione del resveratrolo, presente nel vino rosso, che è considerato uno dei più potenti antiossidanti.

Con il termine oli essenziali” si definiscono quei principi ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale definito “aromatico”, ricco cioè di "essenze" e ricavabili potenzialmente da qualsiasi parte delle piante: dal fiore, foglie, gemme, semi, frutti od anche dal legno e dalle radici. Gli oli essenziali vengono ottenuti come prodotto dalle essenze contenute nelle piante, ma non sono completamente sovrapponibili ad esse dal punto di vista chimico; infatti gli oli essenziali contengono solo le molecole idrofobiche volatili alle condizioni di estrazione, mentre non contengono le molecole idrofiliche, che si perdono invece nelle acque aromatiche.

Va fatto ancora notare come numerose siano le varianti connesse alla qualità finale degli oli essenziali: devono essere infatti tenute in considerazione l’altitudine, il clima e perfino l’ora - giorno o notte - al fine di poter cogliere il “momento balsamico”, cioè il periodo di massima concentrazione di principi odorosi. L'utilizzo principale degli oli essenziali si ritrova nell'aromaterapia questo termine ha significati diversi a seconda dei Paesi in cui viene usato, ma in generale potrebbe essere definito come “utilizzo degli oli essenziali per il mantenimento della salute o per la terapia”.

Ogni singolo olio essenziale possiede delle virtù specifiche, che lo rendono particolarmente indicato contro ben precisi disturbi e con mirate finalità. Le proprietà benefiche degli oli essenziali possono quindi avere diverse applicazioni. In ambito parodontale particolarmente efficaci verso i batteri specifici sono l’Australian Tea Tree, la Menta Piperita, il Timolo, la Salvia e la Maggiorana. Un ottimo utilizzo è prendere una goccia di Tea Tree, mischiarla ad una di Timolo e successivamente usare questa soluzione per imbibire lo scovolino durante il suo utilizzo.

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