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Tutto sulla cura della parodontite Approfondimenti

Tutto sulla cura della  parodontite Approfondimenti

Approfondimento 1: Dalla salute alla parodontite.

Una bocca in perfetta salute orale presenta gengive rosa, toniche, con un aspetto a buccia d'arancia. Non è presente sanguinamento nè spontaneo nè provocato e usando la sonda millimetrata, questa non scende più di 3 mm. Inoltre ovviamente i denti non si muovono, non ci sono colletti scoperti e alitosi.

Il primo stadio della malattia parodontale è la gengivite che è un’ infiammazione delle gengive che si manifesta con segni visibili come sanguinamento, arrossamento e gonfiore.

La gengivite è uno stadio infiammatorio superficiale e reversibile se preso in tempo.

Invece se non trattata adeguatamente a volte può evolversi in parodontite conclamata, patologia cronica a continua evoluzione. I batteri penetrano in profondità nello spazio tra dente e gengiva e quando diventano troppi e il sistema immunitario non riesce più a fargli fronte, inizia il riassorbimento di osso e legamento parodontale che si rapporta alla comparsa di altri sintomi come recessioni gengivali, sensibilità, alitosi, mobilità dentaria e comparsa di sangue e pus. In casi avanzati ci sono anche spostamenti dei denti con la creazione di spazi chiamati diastemi

A seconda della tipologia di gengiva, chiamata biotipo, un paziente potrà presentare più recessioni e minori tasche oppure tasche più profonde e meno recessioni.

Se non trattata in tempo, questo processo di riassorbimento continua inesorabilmente fino alla caduta del dente.

Approfondimento 2: Diagnosi della Parodontite

 Il percorso diagnostico parte da un’approfondita intervista al paziente per capire la sua storia, le sue necessità ed i suoi sintomi, al fine di poter comprendere e risolvere innanzitutto ciò che a lui sta più a cuore. In seguito viene effettuata una accurata visita clinica col microscopio operatorio utilizzando lo strumento per noi più importante ossia la sonda parodontale. Questo strumento millimetrato non appuntito permette di verificare la profondità delle tasche, la presenza/assenza di sanguinamento o suppurazione (pus) e altri segni clinici dentari e parodontali come mobilità dentaria, recessioni etc… Durante la visita vengono anche analizzati i tessuti periorali, la lingua, le guance e tutte le mucose della bocca al fine di valutare l'eventuale presenza di lesioni dette "precancerose" che potrebbero diventare di qualcosa di più grave.

 

L'analisi microbiologica, rapida ed indolore da eseguire, permette di conoscere quali e quanti batteri si annidano nel cavo orale. Viene correlata con l'analisi genetica, che va a valutare se il nostro organismo è predisposto o meno alla malattia parodontale, evidenziando eventuali problemi nella risposta infiammatoria. L'unione tra gli esami è fondamentale, in quanto gli stessi batteri possono causare danni estremamente diversi in soggetti predisposti o non predisposti.

 

Lo status endorale è un insieme di 16 radiogrammi che permettono in maniera molto precisa di valutare il livello dell'osso e l'anatomia dell'osso, la presenza di carie, infezioni dentali, granulomi etc.. Nelle nostre strutture viene effettuato con tecnologie digitali a garanzia di maggiore precisione  e riduzione dell'emissione di raggi X. A volte è integrato con la panoramica digitale o nei casi più complessi con la TAC 3D, necessaria per valutare ad esempio l’inserimento degli impianti osteointegrati.

 

Il Sondaggio Parodontale Completo, detto anche Cartella Parodontale, permette di valutare i danni clinici che la parodontite ha creato in maniera oggettiva. Si prendono, grazie ad un sonda millimetrata, sei valori di tasca per dente, oltre all'entità delle recessioni, la presenza di sanguinamento e/o pus, la mobilità dentaria e l'eventuale interessamento delle forcazioni dei denti molari. Questo esame, una specie di "mappatura" della bocca, aiuta ad impostare la terapia e verrà ripetuto nel tempo per monitorare i suoi risultati.

L’unione dei vari esami permette l’elaborazione di una diagnosi molto accurata e la creazione di un percorso di cura personalizzato e con sistemi di validazione oggettiva.

 

Approfondimento 3 – Correlazione Sistemiche della Parodontite

La parodontite, meglio conosciuta come piorrea, è una infezione batterica che colpisce l'apparato di sostegno del dente e rappresenta la principale causa di perdita di denti negli adulti. Alcuni dati allarmanti mostrano come quasi il 60% degli adulti italiani ne sia affetto, di cui il 14% in forma grave.

Tale patologia è causata da svariate specie batteriche che causano severi danni ai tessuti che circondano il dente, come le gengive e l'osso. Ai sintomi iniziali come il sanguinamento, il dolore e la comparsa di alitosi si arriva, più o meno in breve tempo, alla mobilità dentaria e si può persino arrivare alla perdita del dente. La progressione della malattia dipende sì dal tipo di batteri presenti nella nostra bocca, ma anche dalla risposta immunitaria del nostro organismo che risulta diversa da individuo a individuo.

Il danno che questi batteri provocano purtroppo non è limitato alla bocca ma può estendersi al resto del corpo. Infatti quando una bocca è sana, i batteri rimangono localizzati nel cavo orale senza creare danni, tenuti sotto controllo dal sistema immunitario. Ma quando è presente la parodontite i batteri acquisiscono maggiore potenziale patogeno e si insidiano all'interno delle tasche parodontali dalle quali possono finire in circolo e raggiungere l'intero organismo.

Numerosi studi hanno ormai evidenziato con chiarezza la stretta associazione tra parodontite e patologie sistemiche, in particolare patologie cardiovascolari, diabete, osteoporosi e complicanze in gravidanza.

Patologie cardiovascolari

I batteri parodontali non rimangono confinati all'interno della bocca bensì possono entrare in circolo e contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche, cause principali di infarto del miocardio e ictus ischemico. Inoltre la notevole infiammazione locale che si sviluppa in un soggetto con parodontite può indurre anche danni vascolari a distanza. Non meno importante risulta essere il trofismo, ossia la capacità di localizzazione, che i batteri parodontali hanno verso protesi vascolari e pace maker. In particolare un batterio, chiamato Porphiromonas Gingivalis, ha una forte capacità di legami ai vasi cardiaci e la sua presenza è verificabile grazie ad un semplice test microbiologico.

L'associazione con queste patologie è anche inversa: i soggetti cardiopatici sviluppano con maggiore frequenza la parodontite.

Diabete

E' noto che i soggetti diabetici presentano un deficit immunitario importante che porta alla comparsa di infezioni gravi e persistenti. Non manca tra queste la parodontite che nei soggetti diabetici è particolarmente frequente e di grado severo. Inoltre i batteri implicati nella patogenesi della parodontite contribuiscono nel tempo alla insulino-resistenza e ciò rende più difficoltosa la gestione del diabete pre-esistente. E' in fase di ricerca l'associazione inversa, ossia capire se una corretta ed efficace terapia parodontale possa portare ad un miglior controllo dei livelli glicemici.

Complicanze in gravidanza e post-natali

Numerosi studi affermano la correlazione tra malattia partodontale in gravidanza e parto pre-termine di bambini sotto peso con conseguenti deficit neurologici o comportamentali del neonato.

Risulta quindi utile controllare lo stato di salute delle donne in età fertile, con l'obiettivo di prevenire e trattare la malattia parodontale per ridurre gli effetti negativi delle infezioni orali sul decorso della gravidanza. Un recente studio condotto in Australia ha inoltre messo in relazione l'infertilità femminile con i batteri della malattia parodontale. Molto recente è anche l'associazione con impotenza maschile.

Osteoporosi

La vitamina D gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento del tessuto osseo. La sua carenza costituisce un fattore di rischio per la comparsa dell'osteoporosi. La malattia ha delle ripercussioni anche sulle ossa mascellari, le quali, demineralizzandosi, favoriscono l'insorgenza e rendono più grave il decorso della parodontite. Risulta possibile con un semplice test genetico valutare l'eventuale alterazione del recettore per la vitamina D permettendo di effettuare con largo anticipo una diagnosi di predisposizione per l'osteoporosi e di conseguenza anche per la parodontite. In tal modo si potranno mettere in atto tutte le misure idonee per prevenire o rendere meno aggressive le due patologie che risultano quindi fortemente correlate.

Altre Correlazioni

La ricerca in questo campo è sempre più proficua, individuando sempre nuove correlazioni. E' ormai scontato come lo stato infiammatorio cronico dovuto alla parodontite, così come la presenza di batteri, non faccia bene all'organismo. Altre correlazioni presenti paiono essere con patologie polmonari croniche, ictus e perfino la comparsa di tumori.

Questi dati fanno emergere l'importanza che riveste l'eseguire una corretta diagnosi e terapia della parodontite. Infatti, oltre alle severe alterazioni estetiche e funzionali che la malattia causa a livello locale, non sono da sottovalutare le implicazioni che essa ha con la salute e il benessere dell'intero organismo.

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