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Implantoprotesi per il recupero degli elementi dentali

implantologia centri specializzati

La sostituzione degli elementi dentari persi è utilmente guidata dai principi dell’EBM (Medicina Basata sull’Evidenza): le decisioni della pratica clinica risultano dall’integrazione tra l’esperienza del medico e l’utilizzo coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori evidenze scientifiche disponibili, mediate dalle preferenze del paziente.

Significa che ogni terapia deve prendere in considerazione la professionalità del dentista, gli studi scientifici più recenti e le personali esigenze, richieste ed aspettative del paziente.

Al centro delle scelte mediche si pone così non la semplice malattia o il disagio, ma il paziente: la finalità del medico deve essere il suo benessere generale.

Il successo clinico, perciò, non deve per forza coincidere con il trattamento ideale, perché va perseguito tenendo conto del rapporto costi/ benefici per il paziente e del rischio dell’overtreatment (cioè l’esecuzione di cure non strettamente necessarie). Un esempio può essere la scelta di rinunciare al ripristino completo delle arcate (28 denti).

‘Spesso l’odontoiatra è più interessato del proprio paziente a sostituirgli un elemento dentario perso’ disse Fish nel 2007. E a proposito di dati: nel 2009 gli impianti venduti nel nostro paese sono 1.162.000 (che, in rapporto alla popolazione, colloca il nostro Paese al 2° posto nel mondo).

I progressi dell’odontoiatria, come di tutta la medicina, hanno seguito alcuni percorsi preferenziali:

  • Il potenziamento della prevenzione
  • La diminuzione della prevalenza delle patologie
  • Il miglioramento delle procedure diagnostiche
  • Le innovazioni tecnologiche
  • La semplificazione dei trattamenti.

Prevenzione delle complicanze dell'implantoprotesi

Identificare in anticipo i fattori di rischio è fondamentale per prevenire le complicanze di impianti e protesi capaci di portare all’insuccesso. Per fare un esempio: un paziente giovane, affetto da parodontite aggressiva, si è sottoposto a un piano di trattamento che prevedeva l’estrazione di una serie di denti. I denti rimasti sono stati collegati agli impianti attraverso sotto e sovrastrutture di altissima precisione e di grande raffinatezza tecnica, ultimate nel 1994.

Il successo però è durato soltanto fino al 2004 a causa di perimplantite ricorrente, patologia molto più complessa rispetto alla parodontite di un dente naturale. La perimplantite è infatti l’infezione che va a colpire gli impianti col rischio di farli fallire.

Il paziente con parodontite presenta un fattore di rischio di sviluppare perimplantite del 300% maggiore rispetto alla norma e un dato che l’odontoiatra non deve mai dimenticare è l’elevata prevalenza della perimplantite.

Miglioramento, innovazione e semplificazione

In campo diagnostico l'innovazione tecnologica ha portato a notevoli risultati: si pensi solamente alla rivoluzione dovuta alle ricostruzioni tridimensionali, sulle quali è possibile “operare” digitalmente e fare una progettazione virtuale. O anche alla costruzione dei manufatti protesici con l’applicazione della tecnologia CAD-CAM.

O ancora, l’evoluzione rappresentata dagli impianti inclinati, come nella metodica all-on-four, che prevede di inserire gli impianti nella densa struttura ossea della mandibola, facendoli emergere più posteriormente possibile e riducendo se non eliminando le necessità di ricostruzione dell’osso.

L’obiettivo è limitare i rischi delle protesi, disporre di un supporto implantare più “largo”, di maggiore lunghezza degli impianti e distanza fra di essi, nonché di un aumento della stabilità. Questo metodo ha dati di successo elevati, come quelli pubblicati nel 2010, che la quantificano nel 98.36% nel mascellare e nel 99.73% nella mandibola.

Implantologia Computer guidata

Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, la computer guided surgery (cioè l’implantologia guidata) è attualmente una delle migliori innovazioni.

Ecco i vantaggi:

  • Consente di eseguire la pianificazione virtuale dell’intervento e di approntare la mascherina chirurgica su cui costruire il provvisorio preliminarmente all’inserimento degli impianti.
  • Un software dedicato, basato sull’analisi delle scale di grigio, è in grado anche di fornire una stima del livello dell’osso.
  • Le mascherine chirurgiche guidano le frese che, in assenza di raffreddamento, devono essere azionate a bassa velocità.
  • Le viti inseribili possono, nei casi indicati, essere caricate immediatamente con il provvisorio.
  • Può ovviamente essere seguita anche in casi di ridotta quantità di osso disponibile.

Materiali utilizzati per l'implantologia

Ai fini della semplificazione dei trattamenti potrebbe essere vantaggioso, almeno in alcune situazioni, utilizzare impianti di diametro maggiore o di lunghezza ridotta. Questa scelta può però portare a un aumento del rischio di fratture dell’impianto. Una soluzione al problema sembra essere l’utilizzo della lega titanio-zirconia, incrementando in particolare la durezza e l’elasticità della vite e potendo contare su un vantaggio di biocompatibilità.

Tecniche odontoiatriche per l'implantologia

La prima delle fasi in cui si articola la tecnica protesica è tradizionalmente rappresentato dal rilievo delle impronte, facilitato dalla possibilità di raccogliere le informazioni per via digitale, riproducendo le strutture della bocca in immagini sul computer. L’odontotecnico può utilizzare il file dei dati memorizzati per ricavarne il modello sul quale realizzare la protesi in maniera tradizionale oppure per modellarla con metodo virtuale (CAD).

I dati così elaborati guidano una macchina fresatrice realizzando la protesi, solitamente in zirconia o in titanio (CAM). Le impronte digitali rappresentano certamente il futuro, per gli indubbi vantaggi che offrono, non ultima la facilità di valutare ‘in diretta’ modifiche da apportarsi alle preparazioni. Sono stati già risolti alcuni problemi pratici quali la sterilizzazione dei puntali e l’eliminazione dei riflessi - che prima si otteneva solo con l’applicazione di polveri in ossido di titanio.

Per la produzione dei manufatti protesici il sistema CAD-CAM è ormai inserito nella routine dei laboratori odontotecnici. Consente infatti la lavorazione della zirconia, il materiale che oggi corrisponde meglio alle caratteristiche richieste da una protesi in termini di resistenza meccanica, estetica e biocompatibilità. Attualmente le unità CAD commercializzate hanno raggiunto livelli di precisione sufficienti presso tutti i costruttori, mentre per quelle CAM conviene assicurarsi della presenza di alcune caratteristiche, non ultima quella di una mole sufficiente a garantirne la stabilità durante il fresaggio.

I vantaggi del sistema CAD-CAM sono riassumibili nei seguenti:

  • lavorazione di materiali biocompatibili (titanio, ossido di zirconio stabilizzato con ittrio)
  • produzione protocollata
  • risultati predicibili
  • tempi abbreviati

Questi, invece, i possibili svantaggi:

  • la necessità di manutenzione
  • il costo
  • l’affidabilità dei sistemi odontoiatrici.

La zirconia è un materiale per sottostruttura che soddisfa le esigenze di:

  • estetica, per il grado di opacità, la scarsa visibilità dei bordi, la sottigliezza degli spessori
  • biomeccanica, per la durezza, la rigidità, la precisione e la stabilità elevate
  • funzionalità, per il peso contenuto conseguente alla bassa densità
  • biocompatibilità, per l’assenza di qualunque tossicità.

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