Paura del dentista: conseguenze e soluzioni

A Venezia, un uomo è finito in ospedale a causa di un grave peggioramento delle condizioni della sua bocca. Aveva molti denti cariati, e la comparsa di un ascesso non gli permetteva più di aprire la bocca. Per permettergli di respirare, è stata necessaria una tracheotomia e un intervento durato più di tre ore.

Pare che il paziente fosse più che consapevole della condizione precaria della salute della sua bocca e dei suoi denti. Infatti aveva elaborato una cura “fai-da-te”, che prevedeva l’uso di antibiotici. I dosaggi arbitrari avevano fatto in modo di selezionare e far proliferare solo i germi più aggressivi nella sua bocca. Questa personale soluzione è dovuta al fatto che l’uomo ha evitato per tanto tempo gli studi dentistici per paura.

Non c’è bisogno di dilungarsi tanto sulla pericolosità delle autodiagnosi e delle terapie improvvisate: è molto più comune che queste soluzioni casalinghe peggiorino il problema piuttosto che essere semplicemente inefficaci. E quasi sempre non lo risolvono.

Questa notizia mi ha scosso perché, in quanto dentista, non riuscivo a capacitarmi di come la mia categoria professionale non riuscisse a dare quella fiducia su cui si dovrebbe basare ogni rapporto tra medico e paziente

Certo, il più delle volte queste paure nascono da pregiudizi e convinzioni personali (argomento sul quale ho parlato molto nei miei precedenti post su questo blog): l’odontoiatria è cambiata e si è evoluta grazie alle scoperte tecnologiche: è diventata sempre meno invasiva, sempre meno dolorosa ed è riuscita a limitare i fastidi tipici delle cure tradizionali. Tutto questo è molto vero per gli studi dentistici che sono riusciti a stare al passo e ad aggiornarsi nel corso degli anni.

Quindi questa paura è chiaramente un retaggio antico, che ci portiamo dietro più dai racconti delle generazioni passate che da esperienze dirette. Certo, non mancano pazienti che vengono da me a causa di traumi o brutte esperienze vissute in altre cliniche, ma fortunatamente stanno diventando sempre più rari.

Come dicevo, la domanda che mi sono posto leggendo il giornale è stata: “cosa posso fare io per aiutare chi è talmente terrorizzato da rischiare di finire come l’uomo di questa notizia?

Negli anni, ho sviluppato tante soluzioni che hanno aiutato le persone ad avvicinarsi alle nostre poltrone e ad accettare le cure, combattendo la loro paura. Si tratta di soluzioni “pratiche”, che riguardano sia la struttura dello studio che alcune caratteristiche delle nostre terapie. Abbiamo lavorato sull’esperienza delle cure dentistiche: utilizziamo musica, colori e protocolli di accoglienza per mettere il paziente a suo agio e pronto per affrontare al meglio le terapie. In più le nostre cure, quando possibile, sono minimamente invasive. Tutto questo è necessario, ma non è sufficiente.

L’altro grande aspetto, quello che più ha aiutato i pazienti a fidarsi di noi e a lasciarsi curare, è la COMUNICAZIONE.

Solo un paziente bene informato riuscirà ad affrontare serenamente le cure. Per questo la nostra prima visita non comincia sulla poltrona, ma in uno studio neutro, in cui il paziente può spiegarmi il suo problema e io posso spiegargli in cosa consistono le cure e cosa succederà dopo il nostro colloquio. Niente ramanzine o rimproveri per cure non fatte, che non farebbero altro che fare leva sui sensi di colpa peggiorando il disagio del paziente. Le persone che mi trovo davanti sono spesso già consapevoli dei rischi di una mancata cura: quello che non sanno sono i benefici che potrebbero trarre da una terapia mirata e efficace. Ed è questo che cerco di comunicare.

Anche questo blog ha questo stesso fine: rendere le persone consapevoli. Solo così sarà possibile fare la scelta migliore per sé stessi. Se fai parte di quelle persone che hanno ancora qualche dubbio, potresti chiamarci o venire in studio per fare una chiacchierata. Sarebbe il primo, importante passo per risolvere il tuo problema.

Le brutte esperienze dal dentista: la paura di essere giudicati

Chi non ha mai sentito racconti di terribili esperienze dal dentista? Chi non è mai stato influenzato dagli stereotipi che vogliono lo studio dentistico come un luogo di dolore e sofferenza?

Non per difendere la categoria di cui faccio parte, ma possiamo dire tranquillamente che non è (più) così. Alcune persone che arrivano con un forte stato di ansia e con il timore di provare dolore, dopo le nostre cure si accorgono di come quelle paure fossero infondate.

Ma la paura del dentista, a volte, non è l’unico fattore che impedisce ad alcune persone di attraversare l’uscio di uno studio dentistico. Un altro aspetto, altrettanto importante e spesso sottovalutato, è il senso di colpa.

Spesso ci si ritrova a rimandare le cure non perché frenati dalla paura: si spera magari di avere più tempo più avanti, o che forse il problema (magari dovuto a cattive abitudini di igiene orale) si risolverà da solo nei mesi successivi. Ma aspettare, nella maggior parte dei casi, significa lasciare che la situazione peggiori

È a questo punto che entra in gioco il senso di colpa. Si comincia a pensare: “potevo pensarci prima”, “come ho fatto a ridurmi così?” o “chissà cosa dirà il dentista quando vedrà la mia bocca”. Molti pazienti mi hanno rivelato di essere spaventati da questa possibile “ramanzina”, e che provavano un senso di vergogna a mostrare la propria condizione allo specialista. Questo, in alcuni casi, comportava altri ritardi, e quindi ulteriori complicazioni e costi delle cure sempre più elevati!

Partiamo con il dire che noi dentisti siamo abituati a vedere le più diverse situazioni nella bocca dei nostri pazienti, più o meno gravi. Dopotutto, è il nostro lavoro! Quindi non devi preoccuparti di essere giudicato. Posso assicurarti che un vero professionista ha l’unico interesse di curare il suo paziente nel migliore dei modi, per dargli la possibilità di farlo sorridere serenamente. Quindi non farebbe mai nulla per metterlo a disagio, che sia un commento fuori luogo o un rimprovero personale.

E qui arriviamo alla cosiddetta “ramanzina”... In effetti, mi è capitato di sentire da alcuni pazienti di dentisti un po’ troppo severi, che per convincerli a prendersi cura della propria bocca usano un vero e proprio “terrorismo psicologico”. Per esperienza posso dire che si tratta di un approccio assolutamente inefficace

Il rimprovero, anche se pacato, è sempre ricollegabile a sensazioni negative. E già un paziente deve combattere con il proprio problema alla bocca e a volte anche con la paura delle cure, sarebbe davvero crudele aggiungere un'altra sensazione spiacevole.

Personalmente, evito categoricamente tutto questo. Posso assicurarti che nel nostro studio nessun paziente è mai stato “sgridato”, indipendentemente dalle condizioni della sua bocca. Al contrario, penso che quello che serve davvero per convincersi a prendersi cura della propria bocca sia una corretta informazione. Tendo a spiegare nei minimi dettagli il problema, cosa potrebbe averlo causato, le possibili conseguenze e quali soluzioni possono essere intraprese. Posso dirti che si tratta di un approccio molto apprezzato dai miei pazienti, che hanno tutti gli strumenti necessari per prendere la decisione migliore per sé stessi!

Per tutto il percorso di cura, inoltre, è importante tenere alta la motivazione del paziente, cosa che sarebbe impossibile con un atteggiamento severo da parte dello specialista. Questo è il miglior modo che abbiamo per aiutare il paziente a ritrovare il suo sorriso!

E tu, sei d’accordo con questo approccio?

Paura del dentista: conseguenze e soluzioni

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