Si possono curare le carie col LASER?

Si possono curare le carie col LASER?

La carie dentaria: un problema comune che può diventare anche pericoloso
I denti, come tutte le ossa del corpo, sono caratterizzati da un tessuto - denominato tessuto osseo - ricco di minerali. È un tessuto molto leggero, ma al contempo molto duro e resistente, e ha tante funzioni, tra cui quella di produrre le cellule che caratterizzano il sangue, oltre che la funzione di sostenere l'intero organismo umano e fungere da supporto per i muscoli.
Proprio grazie all'incredibile resistenza che caratterizza questo tessuto, molte persone sono convinte che si tratti di una parte del corpo indistruttibile, resistente a quasiasi tipo di stress. Questa convinzione viene spesso messa in evidenza dalla mancanza di cura che molti individui prestano nei confronti del tessuto osseo più esposto all'ambiente esterno, ovvero i denti. È tristemente comune, infatti, osservare una dentatura poco curata e dalla discutibile igiene.
La realtà dei fatti, in ogni caso, è ben diversa da ciò che molti credono: i denti, come tutti gli altri tessuti dell'organismo (e, in generale, tutti i materiali organici) possono deteriorarsi. Una delle principali cause di deterioramento dei denti è la carie.
La carie non è altro che una malattia degenerativa che causa la putrefazione del dente (non solo della sua superficie esterna, ma anche e soprattutto della sua radice). La causa di questa malattia è legata a diversi fattori, tra cui lo stile di vita della persona, l'igiene orale e i batteri presenti nella bocca.
Generalmente, il cavo orale è un ambiente non particolarmente ricco di batteri, i quali instaurano un rapporto di simbiosi con l'uomo: in cambio di residui di cibo (soprattutto zucchero, che è il loro principale nutrimento) offrono protezione contro batteri pericolosi. Tuttavia, i microbi commensali della bocca sono patogeni opportunisti, ovvero possono avviare processi negativi per l'uomo solo se si crea l'ambiente ideale. Nel caso della carie, l'ambiente che permette una crescita incontrollata di questi batteri - i quali possono consumare i denti, se presenti in numero sufficiente - è generalmente una dentatura con placca, che si arricchisce di zuccheri consumati con l'alimentazione. Ecco perché consumare pochi cibi ricchi di zuccheri e lavare adeguatamente i denti sono le protezioni ideali contro la carie.

Come curare la carie: metodi tradizionali e innovativi
La cura della carie è una delle attività maggiormente richieste agli odontoiatri, e rappresenta un'esigenza primaria di chi si reca dal dentista.
Non lo si dice mai a sufficienza: l'arma principale per vincere la carie, nonché la cura più efficace, è la prevenzione, che consta di poche e semplici abitudini che, se adottate quotidianamente, possono fare la differenza.
Quando, tuttavia, si ha a che fare con un dente già bucato, con un nervo esposto o con la caduta di frammenti di tessuto (tutti sintomi che indicano una grave infezione batterica e una compromissione irrimediabile del dente), la prevenzione non ha più molto effetto, e si deve passare all'azione.
Una delle principali e tradizionali azioni che viene intrapresaa quando si ha il sospetto o il rischio che si possa sviluppare l'infezione è quella di sigillare i caratteristici solchi che sono presenti sui premolari e molari: in questo modo si evita l'annidamento di batteri, che sono più difficili da allontanare anche con lo spazzolino. Anche nel caso di denti solo parzialmente danneggiati, l'odontoiatra può intervenire effettuando un'adeguata disinfezione del tessuto e otturando eventuali buchi o solchi con resine o ceramiche praticamente indistinguibili dal tessuto, nonché molto resistenti.

Nei casi più gravi, nei quali l'infezione ha raggiunto tessuti profondi, l'odontoiatra si trova costretto a effettuare una scelta drastica: la devitalizzazione del dente. In questo caso, il tecnico compromette le terminazioni nervose che sono presenti nel dente e lo ottura con materiali adeguati; in alternativa, infine, vi può essere proprio l'asportazione del dente.
Per fortuna, però, la medicina è in costante ed efficace aggiornamento, così come l'odontoiatria: proprio per questo motivo, sono state di recente sviluppate alcune tecniche che permettono di curare la carie dentaria attraverso l'impiego di laser.

La cura delle carie con il laser: i pregi di questa tecnologia
Ciò che incute più timore nelle persone che si recano dal dentista è la paura di percepire dolore. Si può dire che la paura del dentista sia quasi proverbiale. La realtà dei fatti è che alcune azioni richiedono interventi drastici che, di conseguenza, provocano dolore. L'impiego del laser per le attività odontoiatriche, una tecnologia adottata di recente che consiste nell'impiego di uno strumento in grado di emettere un fascio di luce monocromatico le cui radiazioni possono avere un molteplice effetto, risolve gran parte di questi problemi e impedisce alle persone di percepire la caratteristica "paura del dentista". Di seguito sono riportati alcuni dei principali pregi del laser.
Innanzitutto, il laser non provoca dolore (solo un leggero riscaldamento, di tanto in tanto): ciò impedisce dunque che i pazienti si trovino a dover affrontare situazioni dolorose e difficili, nonché limita l'utilizzo di anestetici, che non sempre sono tollerati.
Ciò che contraddistingue, inoltre, il laser dal classico trapano è l'assenza di rumore: si può ritenere che il laser produca un suono molte volte meno intenso ed invadente di quello emesso da altri "strumenti del terrore", il che suscita un sentimento positivo nel paziente, che non vivrà l'esperienza come un trauma ma quasi come una visita di cortesia.
I microrganismi, inoltre, sono formati da materiale organico suscettibile alle stimolazioni del laser: ciò vuol dire che questo strumento monocromatico è un eccellente disinfettante, ha un'elevata sensibilità e un'ancor più alta efficacia contro i microbi del cavo orale e non solo. Inoltre, può aiutare a sbiancare i denti.
In base a quanto appena detto, risulta chiaro che il laser è particolarmente indicato per la cura della carie, in quasiasi stato. Nel caso, infatti, di un dente che presenta lievi danni, il laser è certamente utile per disinfettare la zona ed evitare la ricomparsa dei sintomi anche nel lungo tempo; per un dente in condizioni maggiormente compromesse, invece, il laser può rappresentare un valido aiuto anche per allontanare i tessuti ormai putrefatti, ma è anche in grado di devitalizzare il dente senza alcun tipo di dolore, né durante che dopo l'intervento.
In conclusione, ciò che rende valido l'impiego del laser in odontoiatria, in particolar modo per la cura dei denti cariati, è l'alto raggio d'utilizzo del suo principio e la quasi totale assenza di controindicazioni.